«La scorta per Saviano non era necessaria»

Per Vittorio Pisani, capo della Squadra Mobile di Napoli, non sono state riscontrate minacce nei confronti di Saviano. Lo scrittore non replica

Roberto Saviano

Roberto Saviano


Napoli – «Dopo gli accertamenti demmo il parere negativo sull’assegnazione della scorta». Queste sono le parole del capo della Squadra Mobile di Napoli rilasciate al settimanale Magazine del Corriere della Sera, che continua «Resto perplesso quando vedo scortate persone che hanno fatto meno di tantissimi poliziotti, magistrati e giornalisti che combattono la camorra da anni». Queste dichiarazioni hanno suscitato molta indignazione, soprattutto per lo spessore di colui che le ha rilasciato: Vittorio Pisani, considerato uno dei migliori investigatori in Italia.
Saviano ha scelto di non replicare a queste parole, ma trapela il suo disappunto. Vengono infatti messe in discussione le minacce alla sua persona , nonostante lo scrittore sostiene di aver avuto più di una volta conferma.
Anche il procuratore di Salerno Franco Roberti, che prende le distanze da Pisani, si è dichiarato favorevole alla scorta sostenendo che: «Il comitato che assegnò la scorta a Saviano lo fece sulla base di una serie di informazioni anche confidenziali e tutte convergenti. E quindi non ho dubbi che siamo di fronte a un soggetto da proteggere assolutamente».
Anche l’ex pm Raffaele Cantone, che proprio nel processo Spartacus, dove fra gli imputati era presente Francesco Schiavone, boss dei casalesi, ha subito insieme allo scrittore e alla giornalista Rosaria Capacchione delle minacce pronunciate proprio nell’aula di tribunale, è restato meravigliato delle dichiarazioni. «Gomorra ha fatto compiere un salto di qualità nella lotta alla camorra anche sul piano della consapevolezza dell’opinione pubblica e ha dato molto fastidio alle organizzazioni criminali» ha detto Cantone.

Roberto Saviano

Roberto Saviano

Ormai da tre anni Roberto Saviano vive sotto scorta. Moltissimi sono stati gli attestati di stima verso l’autore del best-seller che ha venduto 4 milioni di copie nel mondo ed è stato tradotto in oltre 40 lingue. E’ diventato l’emblema di una rivolta alle mafie ed ha ottenuto un seguito straordinario. Molti scrittori, ma non solo, in questi anni gli  hanno mostrato il proprio appoggio morale.
L’atto più importante però è stata la dichiarazione del semiologo e scrittore Umberto Eco che il 15 Ottobre 2006 al Tg1 diceva: «Non lasciamo Saviano solo come Falcone e Borsellino» e poco dopo quelle parole venne assegnata la scorta che oggi viene discussa.
La solidarietà verso lo scrittore però non è mai mancata. I lettori continuano a seguirlo e le apparizioni televisive fanno il boom di share. Segno che la gente vuole sapere, vuole informarsi sul mondo della mafia che ha il suo potere maggiore nell’omertà delle persone, ma che grazie anche a Saviano è stata messa in discussione.

Nicola Gilardi

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